Questo libro è un invito a prendere sul serio Mazzini e a oltrepassarne l’immagine stantia e impolverata di profeta, apostolo, mistico, credente nell’utopia dell’unità, fedele dell’idea repubblicana consegnatoci dalla manualistica e dalla parzialità di certa pubblicistica. Mazzini è stato anche questo. Quello che manca è una conoscenza profonda del suo insegnamento, capace di restituirne l’unità di pensatore che tenta di colmare l’abisso moderno che, almeno da Thomas Hobbes in poi, separa auctoritas e veritas. Mazzini fu un riformatore conservatore, un insurrezionalista che predicava una rivoluzione pacifica fondata sull’amore e la concordia, un cospiratore e un tattico che, pur conoscendo l’arte del machiavellismo, vi si elevava in nome di una missione dettata da un’entità trascendente regolativa che, guidando la storia, dona una prospettiva di significato universale e umanitario all’azione del cittadino religioso, impegnato a realizzare e rispettare i diritti e i doveri della res publica, a lottare per la libertà e l’autodeterminazione nazionale in nome del perfezionamento spirituale del mondo. Il presente lavoro intende accompagnare il lettore alla riscoperta della potenza teorica di una visione capace di abbracciare una molteplicità di piani discorsivi: religione, politica, teologia, morale. Il dispositivo teorico mazziniano non smette mai di essere propulsivo e stimolante, soprattutto nelle epoche di crisi della rappresentanza politica e di smarrimento del senso del vivere collettivo. Soprattutto per coloro che intendono ricominciare ad attribuire significati non aleatori al «vivere civile».

 

 

Marco Adorni, insegnante di Lettere, ha conseguito il dottorato di ricerca in Storia e informatica presso l’Università di Bologna. Attivista nell’associazionismo culturale e politico, è ricercatore indipendente. Ha pubblicato diversi saggi di storia del lavoro, storia sociale, storia della città e filosofia politica, tra cui Voci di vetro (Punto rosso, 2010), L’ateneo parmense tra l’Unità e gli anni Sessanta del Novecento (Clueb, 2005), Un’autostrada per l’Appennino (Bup, 2006), La difesa di Sisifo (Ediesse, 2014). Con Michele Guareschi ha pubblicato il saggio Il capitalismo del futuro anteriore. Il caso Parma (in M. Severo, Sconvocati, Fedelo’s, 2012). È tra gli autori del video-documentario L’ordine della follia (2009) e co-curatore di Prigionieri del fuori. Ordine neoliberale e migrazioni (Bfs, 2018). Collabora con la rivista «La Fionda».

Sei libera, sii grande. Giuseppe Mazzini e il suo insegnamento

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