Il capitale si è fatto linguaggio (da qui nasce il termine «semiocapitale») con cui ci scambiamo comunicazioni funzionali al ciclo di produzione e consumo; non è un caso se siamo sommersi non solo dalle merci ma anche dalle informazioni. Lo spazio digitale – dove i contenuti saturano la nostra attenzione, comprimendo la nostra facoltà di elaborazione critica – ben si presta a veicolare il linguaggio del capitale. La combinazione di semiocapitale e spazio digitale ha permesso al capitalismo di colonizzare il nostro immaginario e ha prodotto una frattura tra estetica ed etica tale per cui noi possiamo percepire l’Altro ma non anche agire insieme all’Altro; in definitiva, ha reso sempre più urgente il bisogno di rifondare una dimensione comunitaria nelle nostre esistenze.
Antonio Semproni (1988): suoi contributi culturali sono apparsi su «La Fionda», «Sinistrainrete», «L’AntiDiplomatico», «Il Ponte» e «La Seppia». È stato editor per la rivista letteraria «L’Equivoco» e collabora con «La Fionda». I suoi ultimi libri sono la raccolta di poesie Mercati & Mercati (Transeuropa, 2022) e la raccolta di racconti Supermercato h24 (Digressioni, 2024). Questo è il suo primo saggio.
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